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domenica 4 aprile 2010

I 50 anni del grattacielo Pirelli

Il grattacielo Pirelli compie 50 anni. Progettato da Gio Ponti, venne inaugurato ufficilamente il 4/4/1960 e con i sui 127,10 metri costituiva, all'epoca, il più alto edificio in Europa e rappresentò uno dei simboli del boom economico, della rinascita e della ricostruzione di Milano.
Nel 1978 fu acquistato dalla Regione Lombardia diventandone la sede; successivamente al tragico incidente aviatorio del 18/4/02 il grattacielo fu sottoposto ad un profondo restauro che lo riportò all'originario splendore.
Ormai da un anno a questa parte, il primato in altezza del Pirelli è stato superato dal nuovo grattacielo dell'Altra Sede della Regione che ha preso il nome di Palazzo Lombardia. Uno dei progettisti di questa nuova struttura, l'architetto americano Henry Cobb, così ha voluto descrivere, in una intervista al Corriere della Sera, il grattacielo Pirelli: "il Pirellone è un oggetto di una bellezza squisita, al tempo stesso rigorosamente ordinato e romanticamente seduttivo; una combinazione che esemplifica perfettamente l'idea di italianità" Ed ancora: " L'impatto del Pirellone è sempre fortissimo perchè si tratta di un edificio che emoziona come non pochi altri. Con quella sua forma sottilmente convessa, con quel suo essere e non essere una "tavola", si è trasformato col tempo nel simbolo di quanto espressiva può essere la buona architettura, senza diventare mai oppressiva o autoreferenziale".


così l'ho visto dal belvedere di Palazzo Lombardia

Fonti: Corrriere della Sera - Milano, 4 aprile 2010, p.6

sabato 23 gennaio 2010

Altra Sede Day

Il grande giorno per la città di Milano e per la Regione Lombardia è finalmente arrivato. Oggi è stata aperta al pubblico l'Altra Sede della regione, nome ancora provvisorio in attesa di quello scelto direttamente dai cittadini stessi, tramite sondaggio via internet.
E' stata una grande emozione entrare in questo nuovo gioiello dell'architettura, appena entrati si giunge nella piazza coperta, la più grande di questo genere in città, personalmente ho trovato un ambiente accogliente (a parte il freddo!) con la sensazione di essere abbracciati dalle strutture laterali dei corpi bassi. La sera poi, un grande gioco di luci ha esaltato queste forme, confermando come questo spazio possa trovare un suo giusto utilizzo per ospitare grandi eventi in futuro, sul modelle delle altre città europee e non.
Il top, in tutti i sensi, è stata la salita alla torre; in 40 secondi di ascensore si arriva in cima, al belvedere, a 161.3 metri di altezza! Difficile spiegare la sensazione che si avverte, si rimane a bocca aperta con uno sguardo 360 gradi sulla città che, nonostante la giornata grigia e nuvolosa, ha avuto il suo fascino. Il Pirelli, il Galfa, assieme agli altri edifici più in basso che li circondavano e, dal lato opposto le torri Garibaldi assieme ai cantieri di Porta Nuova che contribuiranno, da qui a pochi anni, a rimodellare ancora una volta questo angolo di città.
Un ulteriore aspetto che mi ha colpito di questa struttura è il suo lato, per così dire, umano sottolineato anche dagli architetti Cobb e Caputo presenti all'inaugurazione. Per prima cosa partendo dal progetto stesso, nato da un team di livello internazionale (lo studio newyorkese Pei- Cobb-Freed & Partners in collaborazione con Caputo partnership e Sistema Duemila) fino a chi ha realizzato materialmente quest'opera, maestranze composte in prevalenza da cittadini extracomunitari. Un esempio di vera e significativa collaborazione internazionale a 360 gradi nonchè di integrazione, che abbraccia diverse realtà, culture e uomini, proprio come la sensazione che ho descritto entrando in questa struttura e salendo in cima alla torre. Ritengo quest'opera architettonica un orgoglio per i cittadini milanesi e lombardi in primis, che rappresenta il primo passo per un rilancio, in chiave veramente europea e mondiale, di questà città.

venerdì 22 gennaio 2010

finalmente apre L'Altra Sede

Da: www. archiportale.com

http://www.archiportale.com/news/2010/01/eventi/altra-sede-di-regione-lombardia-apre-al-pubblico-per-10-giorni_17569_32.html
19/01/2010
Dieci giorni di apertura per le visite dei cittadini e una serie di eventi e manifestazioni dal 22 al 31 gennaio per celebrare la conclusione dei lavori di costruzione dell'Altra Sede della Regione Lombardia con i suoi 161,3 metri è attualmente l'edificio più alto in Italia."Abbiamo deciso di aprire l'Altra Sede alle visite dei cittadini - ha detto oggi il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni - in occasione della fine dei lavori del cantiere così come sta avvenendo per la costruzione dei nuovi ospedali. Questa iniziativa è, tra l'altro, in linea con il principio che ha guidato la progettazione e la realizzazione del complesso: uno spazio aperto alla città, integrato con essa, ispirato ai principi di trasparenza, funzionalità e bellezza. Una vera e propria casa dei lombardi, un pezzo di città rinnovata, che ospiterà infatti anche una serie di attività commerciali e di servizio". Chiuderà la dieci giorni di eventi l'appuntamento con il Cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, che domenica 31 verrà all'Altra Sede a benedire una copia della Madonnina del Duomo che sarà collocata sul tetto. "In questo modo - ha aggiunto il presidente - i tre edifici più altri della città, l'Altra Sede, il Palazzo Pirelli e il Duomo, avranno alla loro sommità la stessa Madonnina".

Ieri sera mi sono concesso un giretto di perlustrazione ovviamente in compagnia della mia ormai inseparabile fotocamera e, nonostante il freddo tremendo, sono riuscito ad immortalere quest'opera tutta illuminata ed accompagnata da un effetto spettacolare prodotto dai fari che si riflettono nel cielo plumbeo di questa sera d'inverno milanese.




martedì 12 gennaio 2010

omaggio a Bob Noorda

Ieri è scomparso Bob Noorda uno dei maggiori designer; di origine olandese, si trasferì a Milano negli anni cinquanta ed inizio la sua carriera collaborando con diverse aziende. Tra i suoi tanti lavori che lo resero famoso in tutto il modo, vi è la progettazione della segnaletica della metropolitana milanese, realizzata agli inizi degli anni sessanta in collaborazione con l'architetto Franco Albini. L'intento di Noorda era di creare una simbiosi tra l'arredamento delle stazioni e le indicazioni che servivano da orientamento per i viaggiatori, dando così vita alle famose fasce colorate, rosso per la linea 1 e verde per la linea 2. L'idea rivoluzionaria è stata quella di sostituire i cartelli con i nomi delle stazioni con una fascia colorata lungo tutta la stazione, dove il nome della stessa, in bianco, si ripeteva ogni cinque metri consentendo così al passeggero di capire dove si trovava anche con il treno in movimento. Questa come ha affermato lui stesso "è stata una novità mondiale, una idea ora copiata in tutte le metropolitane come per esempio Montreal.."
Per questo progetto venne anche studiato un carattere nuovo, partendo dall'Helvetica, al fine di rendere la segnaletica molto leggibile.
Quale migliore omaggio a Noorda con una fotografia con il simbolo della Metropolitana sullo sfondo del Duomo, a sottolineare il legame tra questo grande maestro e la sua Milano attraverso la sua opera più importante che ci accompagna quotidianamente nei nostri viaggi "underground".

fonti: http://blog.giofugatypepe.com
http://oblique.it/manifesto_noorda.htlm
http://www.educational.rai.it/lezionididesign/designers/noordab.htlm




lunedì 7 dicembre 2009

Oltre il muro

Nel mese di novembre appena trascorso, per il XX anniversario della caduta del muro di Berlino, la città di Milano ha celebrato tale evento con diverse manifestazioni tra le quali "PLAZA: oltre il limite 1989-2009" con un percorso espositivo a cielo aperto con l'esposizione in alcune piazze e luoghi simbolo della città di opere di arte contemporanea, tra sculture, video art, percorsi fotografici che parlano di muri e frontiere superate, di incontri e incomunicabilità, di unione e solitudine, di libertà e alleanza tra i popoli.
Un'altro evento suggestivo è stato l'istallazione di due torri di vedetta del muro allestite sul cavalcavia Bussa all'Isola, da parte del collettivo artistico Fehlstelle di Dusseldorf. Queste torri illuminano il cavalcavia con delle luci di controllo, ricreando quella sensazione di disagio ed ansia vissuta in quegli anni dai cittadini di Berlino Est.
Ho voluto quindi fissare questo evento con qualche immagine che ritengo più rappresentativa e che più mi ha colpito. In piazza Duca d'Aosta l'opera di Francesco Lussana "Abbattere per ri-costruire" è costituita da un muro in calcestruzzo riempito di graffiti ed affiancato da mezzo meccanico utilizzato per abbattere i muri per poi ricostruire.
Tali opere le ho trovate molto simboliche, soprattutto così contestualizzate: la piazza della stazione Centrale punto di arrivo e partenza, con le sue note prolematiche sociali, ed il cavalcavia Bussa che unisce due punti di città, in via di trasformazione, separati dai binari della stazione Garibaldi.
La luce di queste torri sta a simboleggiare, a mio parere, l'illuminazione di questa città al fine di richiamare l'attenzione sulle sue realtà molto spesso nascoste ai nostri occhi. Perchè Milano, come tutte le metropoli del resto, non è solo lavoro, benessere, ricchezza ed innovazione con nuovi progetti e grattacieli che crescono, peraltro belli e fondamentali, per carità, per far diventare questa città veramente europea dopo decenni di immobilismo.
Accanto a questo occorre saper guardare più da vicino, nessuno è escluso da questo, a ciò che è più prossimo a noi che magari non vediamo perchè troppo presi dalle proprie cose spesso dettate dall'egoismo. Bisognerebbe imparare a saper guardare anche al di là di quei muri che ci circondano, spesso invisibili e che sono anche dentro di noi, che nascondono sofferenze, solitudine, ma anche forse indifferenza e superficialità.
Questa città perennemente di corsa, caratteristica propria di Milano, dove è sempre più difficile incontrarsi e vivere qualche cosa di vero e, dove l'amicizia sempre più spesso si nasconde dietro a un nickname o come viene identificata nei socialnetwork, semplicemente "un contatto", venendo così a creare nuovi di muri invisibili di incomunicabilità.
Penso che questo debba far riflettere perchè riguarda tutti e a poco servirebbe abbattere quei muri che sempre più spesso accompagnano le campagne politico-sociali quotidianamente, dettate più da interessi di vario tipo più che per l'Uomo in quanto tale. Occorre iniziare, ciascuno nel proprio piccolo, ad abbattere quei piccoli muri che ci separano dalle cose più semplici e dalle persone più vicine a noi che magari stanno in attesa di un gesto al di la del muro. Questo è un compito tutt'altro che facile, difficilissimo oserei dire, ma una volta che se ne è preso atto si può iniziare ad abbattere il muro, magari piano piano, pezzo per pezzo al fine di ricostruire qualche cosa di più bello e vero! E' possibile tutto ciò o è una mera illusione?

fonti:
http://www.milanoplaza.it
/http://www.archiportale.com/eventi/2009/milano/il-muro-di-berlino-a-milano_6167.html





sabato 30 maggio 2009

Fotografare Milano in un momento di condivisione

L'altra sera, in via Melchiorre Gioia, mi ritrovo li a provare con entusiasmo la mia nuova reflex digitale; intorno si delinea un bel tramonto che fa da sfondo ai cantieri di P.ta Nuova-Garibaldi che cambieranno il volto a questo angolo di città.
Mi guardo attorno intento alla ricerca del particolare, della luce giusta, dello scatto ed è così che mi accorgo di non essere solo, con me c'è un simpatico signore anziano anche lui li a catturare l'attimo di questa serata. Un saluto ed un commento sul nostro essere li per una comune passione per la fotografia; io alle prime armi con una reflex digitale di ultima generazione e lui con una vecchia reflex a pellicola con un obiettivo 300 mm tutto segnato dagli anni. Ci scambiamo le nostre impressioni, mostro le foto appena fatte con la mia tecnologia moderna e così lui mi suggerisce il particolare da cogliere, l'accostamento dei vari elementi, le diverse tonalità del cielo, i contrasti e così imparo. Ecco cosa vuol dire l'esperienza, cosa può insegnare, quanto conta, e quanto tutto ciò sia educativo per me.
Poi, sempre in un attimo, tra i vari angoli, ci si perde di vista, vuoi per l'essere presi a cogliere l'immagine giusta o per l'attenzione al traffico circostante. Rimane comunque la gratificazione di questo inaspettato incontro che tutto sommato, lo si voglia o no, fa parte del Mistero della vita dell'uomo, l'incontro con il suo prossimo in qualsiasi contesto della vita. Qui un giovane ed un anziano che in una serata, in un viale cittadino, s'incontrano con lo stesso interesse, condividendo un breve attimo di vita.....l'attimo di uno scatto.

Ecco qui alcuni scatti di questa serata di maggio a Milano



sabato 9 maggio 2009

Una serata in vetta al Pirelli

prima della salita


Finalmente ieri sera sono riuscito a salire in cima al grattacielo Pirelli. Che dire, una bella e fantastica emozione, una esperienza sognata fin da bambino.
Prendere l'ascensore che ti "lancia" letteralmente verso l'alto e poi, con una rampa di scale, arrivare al 31° piano del Belvedere. Dalle immense vetrate, come in una grande vetrina, ecco che si presenta Milano di notte, con tutte le sue luci...da trattenere il respiro dallo stupore, bellissimo; a questo si aggiunge la coreografia delle proiezioni di raggi laser verdi allestita in occasione del superamento dell'altezza del Pirelli (127 m) da parte dell'Altra Sede della Regione Lombardia in costruzione (161 m).
E' stata una bella occasione, che ha visto la partecipazione di molti entusiasti cittadini, e che ha permesso a me di ammirare Milano da una nuova ed inconsueta prospettiva che conferma come sia una città tutta da scoprire....anche dall'alto....di notte.

Io riflesso all'opera...a picco su Milano


Il Belvedere al 31°piano


p.za Duca D'Aosta e la Stazione Centrale


la rosa camuna proiettata sul Galfa


l'area Gioia-Garibaldi (un'altro angolo del futuro)

domenica 22 marzo 2009

Milano e la sua periferia: la Bicocca

Continuando nel viaggio attraverso la periferia milanese, un accenno particolare merita il nuovo quartiere della Bicocca. Questo quartiere ha subito negli ultimi anni una notevole trasformazione essendo sempre stato caratterizzato come un'area industriale unitamente alle zone limitrofe di Greco e Sesto San Giovanni. Successivamente alla dismissione delle fabbriche in esso esistenti, e alla creazione del Progetto Bicocca ad opera dello studio Gregotti, il quartiere ha visto via via cambiare il suo aspetto; da questo sviluppo, ancora in corso, sono nate diverse realtà tra le quali il nuovo Ateneo di Milano, il Teatro degli Arcimboldi e diverse sedi di importanti aziende nonchè nuove residenze.
Queste strutture hanno conferito un volto nuovo al quartiere che a me personalmente piace molto, caratterizzato da edifici con diverse architetture e tonalità di colore che lo rendono unico in tutta Italia.


















Tra tutti questi edifici nuovi, un posto particolare merita la collina dei ciliegi, un luogo suggestivo, oserei dire gradevole dal quale salendoci soprattutto in una bella giornata limpida o verso il tramonto, permette di staccarsi dal rumore della città sottostante e di godere di un panorama della città notevole pensando a quello che diventerà fra un po' di tempo con il completamento dell'Altra Sede della Regione Lombardia e del progetto Porta Nuova.

domenica 15 marzo 2009

le vie del cielo e della vita




Un tardo pomeriggio di primavera uno sguardo lassù verso il cielo di Milano di un bel colore azzurro tendente via via al giallo arancio del tramonto, verso l'orizzonte. In mezzo si delineano e si intrecciano, come per sottolinearlo, delle scie bianche lasciate dagli aerei di passaggio.
Memorizzo questa visione nella mia fotocamera e mi soffermo a pensare a quanto queste immagini assomiglino ai nostri affetti; tanti sono i rapporti che instauriamo e gli amici che incontriamo nel corso della nostra vita e che ci vengono posti al fianco per accompagnarci lungo il cammino. Alcuni incrociano la nostra vita per poco tempo, per un breve tratto, altri per un tratto più lungo nel corso degli anni, diventando una parte di noi stessi con cui condividere gioie e dolori. E anche quando tutto finisce (apparentemente), quando l'amore, l'amicizia, la vita svaniscono, proprio come le scie di un aereo nel cielo, rimangono tuttavia sempre vive nel nostro cuore nel ricordo.

sabato 14 marzo 2009

Milano e la sua periferia: la Bovisa

Le periferie offrono degli scorci e dei colori davvero interessanti mostrando aspetti spesso sconosciuti ed inconsueti di una città. In questo viaggio attraverso la periferia milanese, la Bovisa è quella che più mi piace; in questi anni in via di trasformazione, come del resto tutta la città, presenta un certo fascino a metà strada tra passato e futuro.

Il gasometro simbolo della Bovisa

Inverno alla Bovisa

Scorci della vecchia Bovisa



Il volto moderno della Bovisa e i suoi colori